Meritatissimi applausi per il debutto di "Cuori in guerra" di Manuel Pala (5F).

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Il nostro studente di 5F, Manuel Pala è stato il regista di un film azzeccato, realizzato assieme a 200 ragazzi appassionati.

Martedì 19 febbraio, la sala Grecale al Porto Antico stracolma ha lungamente applaudito il film “Cuori in guerra”, realizzato da ben 200 ragazzi che hanno lavorato per due anni. Il provento della serata, ben 750 spettatori, è stato interamente devoluto alla Onlus Fondo malattie renali del bambino con base al Gaslini.

L’emozionata presidentessa ha ringraziato il regista e i 20 protagonisti sul palco, ringraziando per il magnifico contributo, che permetterà di dotare l’ospedale di una innovativa macchina diagnostica. Protagonisti principali e non, comparse, musicisti, truccatori, tecnici del suono e della luce, ballerini, orchestra: tutti impegnati con passione ed un ineguagliabile spirito di gruppo nella costruzione di un film ambientato a Genova, ma incredibilmente basato sulla vicenda di giovani ragazzi americani al tempo della guerra del Vietnam. Lo spettatore viene trascinato nell’emozione di una storia d’amore, che ha i tratti dell’esperienza senza tempo delle emozioni adolescenziali, e di un gruppo di amici arruolati in Marina, che vivono con terrore la possibilità che scada la loro licenza a casa e che debbano tornare al fronte. Non possono mancare le classiche figure del sergente e del generale, cariche di stupido autoritarismo, e del marinaio nero, sul quale più volte nel corso della vicenda si scarica l’odio brutale delle bande razziste, anch’esse evidentemente senza tempo, purtroppo. A ben guardare, però, è il solido apporto dei personaggi femminili a condurre per mano i percorsi delle amicizie e degli amori, facendo da contraltare al vento di guerra che si respira durante tutto il film.

 

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Manuel Pala è stato capace di tessere una trama molto coinvolgente, costruita attorno a protagonisti diversi, anche se su tutti spicca la coppia innamorata che lotta contro lo spirito del tempo, trascinata da quel qualcosa che si ripete di generazione in generazione, la carica emozionale dell’amore adolescenziale. Ma forse quello che colpisce di più di questo film è la capacità di Pala di andare oltre alla difficoltà di rappresentare una storia americana ambientata a Genova, là dove Santa Barbara viene girata sulle spiagge di Corso Italia e le città californiane vengono compresse a forza dall’immaginario cinematografico nei vicoli o a Castelletto. Per non parlare della Fiat 500L degli anni ’60 che diventa un taxi chiamato dalla protagonista, un geniale colpo di scena. Nonostante tutto ciò, la vicenda riesce a trascinare lo spettatore dentro i grandi ideali dell’epoca, come la lotta dei neri per la loro emancipazione ed il rifiuto della guerra, ma anche il diritto dei giovani a vivere i propri sentimenti senza condizionamenti e in modo autentico.

Forse lo stesso Pala ed i duecento ragazzi non se ne sono resi nemmeno conto, ma agli occhi di chi in quell’epoca era giovane come loro, il profumo di ingenua libertà che hanno saputo trasmettere con il loro film possiede abbastanza forza rappresentativa per riportare chi c’era allora indietro in quegli anni, grazie alle emozioni ed anche alla musica, scelta con perizia e competenza e sempre in armonia con il momento che accompagna.

                                                         

(Gianfranco Roncarolo)

 

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