Open day 2017-2018

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Recensioni dello spettacolo “Scintille”

 

A cura degli studenti della classe 2C

 

 

Sabato 25 marzo 1911 ore 16.40 18 minuti di terrore 146 morti.

La storia è nota a tutti, il finale ancor di più: donne giovanissime che stanno lavorando in una fabbrica newyorkese di camicette. Improvvisamente una lampada a gas cade e da questa scaturisce una scintilla. In pochi istanti si scatena un incendio che divora tutto l’ottavo piano del grattacielo ove era situata la fabbrica. Nessun sopravvissuto, perché le lavoratrici erano state chiuse all’interno.

In una scenografia minimalista, ma efficace, essendo presenti solo attrezzi di scena, Laura Curino rievoca il l’evento dagli occhi di una madre.

Oltre a questo personaggio vi sono anche le due figlie e una lavoratrice russa, interpretate però solo da un'unica attrice che, con grande maestra, riesce a far capire ogni cambio di personaggio, rendendo semplice comprendere il prosieguo della vicenda.

La narrazione ha una tensione iniziale molto bassa con un picco e, con l’avvicinarsi del finale, una lenta ridiscesa.

Una caratteristica interessante è la rottura della quarta parete, che avviene più volte senza però spezzare il ritmo del racconto.

Le tematiche crude del racconto e la scenografia povera e scarna, rendono lo spettacolo inadatto al pubblico più giovane, anche per una mancanza d'azione inevitabile con un unico personaggio in scena.

Lo spettacolo spinge alla riflessione su temi ricorrenti ancor oggi: una “scintilla” che contribuì ad iniziare il lungo e lento cammino verso l'uguaglianza della figura della donna rispetto a quella dell'uomo. Obbiettivo che, ad un secolo di distanza, non siamo ancora stati capaci di raggiungere.

Claudio Fonzari

 


Il giorno 7 novembre 2017 alle ore 10:00 le classi 2A e 2C dell’istituto Sandro Pertini, si sono ritrovate al teatro Cargo di Genova Voltri, per assistere allo spettacolo “Scintille”.

Scintille” è un’opera teatrale, scritta da Laura Sicignano con l’interpretazione di Annapaola Bardeloni. L’opera teatrale narra la tragedia avvenuta il 25 marzo del 1911, dove perirono, a causa di un incendio in una fabbrica, centinaia di donne.

L’attrice rievoca questa giornata dal punto di vista delle protagoniste emigrate dall’Italia in cerca di fortuna: una madre, Caterina, e le sue due figlie: Rosa, denominata Rosaria, e Lucia. All’improvviso, per colpa di una delle lampade a gas presenti nella struttura, una scintilla a contatto con le camicette di seta, dà vita ad un incendio.

La struttura che non ha un’adeguata protezione, impedisce di fuggire, l’unica via di fuga, poiché le altre porte sono state chiuse dai proprietari per impedire che le lavoratrici escano prima dell’orario stabilito, e la scala d’emergenza che subito crolla con sopra alcune operaie. L’unica che riesce ad arrivare al tetto è Caterina, che viene salvata da un gruppo di studenti che avevano assistito alla scena dal grattacielo affianco.

Per le sue due ragazze invece, intrappolate nell’edificio, non rimane che saltare giù dalle finestre, per un centinaio di metri.

A questo evento seguiranno una serie di processi, da cui i proprietari della fabbrica ne usciranno impuniti.

Questa terribile vicenda, insieme a molti altri episodi, ha dato vita alla festa dell’otto marzo, in commemorazione di tutte quelle vittime.

Questa vicenda racchiude tre tematiche molto importanti: il razzismo, la sicurezza dei lavoratori e l’ingiustizia sociale.

Lo scorso anno la classe 2C ha dedicato al tema “sentirsi stranieri”, lavori di studio e approfondimento, integrati da un laboratorio sulle migrazioni svolto presso il Museo Galata Mare, per la conoscenza delle difficili condizioni di viaggio e di ingresso in America degli emigranti.

Difficoltà rievocate anche dalla protagonista di “Scintille”, che al dramma del distacco e rientro in Italia del figlio maschio, giudicato inabile al lavoro, dovrà aggiungere la morte tragica delle sue due figlie, operaie come lei, e il terribile destino di sopravvissuta.

Sara Cuccubita

 


Martedì 7 novembre 2017, giorno del debutto, le classi 2C e 2A del Liceo S. Pertini hanno assistito allo spettacolo Scintille, al teatro Cargo di Genova Voltri. La rappresentazione è stata scritta e diretta da Laura Sicignano con l’interpretazione di Annapaola Bardeloni.

Scintille è ambientato a New York, nel marzo del 1911. L’evento principale è l’incendio avvenuto il 25 marzo alle ore 16:40 alla fabbrica di camicette Triangle Waistshirt Campany, causa di morte di 146 persone, tra cui molte ragazze provenienti dall’Italia o dall’Europa dell’est (soprattutto Russia).
Lo spettacolo rievoca questa giornata dal punto di vista delle protagoniste, una madre e due figlie, emigrate dall’Italia in cerca di fortuna.
Una scintilla, scaturita forse da una delle fioche lampade a gas che illuminano le file di cucitrici, chine sulle loro macchine, incendia le camicette appese sopra le teste delle donne.
In un attimo, all’ottavo piano del grattacielo che ospita la fabbrica, scoppia un incendio.
Le porte sono sbarrate, chiuse dai proprietari della fabbrica per impedire che le lavoratrici escano prima dell’orario stabilito. Il fuoco impedisce di fuggire.
In soli 18 minuti perderanno la vita quasi tutte le ragazze lì presenti.

In questo spettacolo vengono trattati diversi temi importanti, quali l’emigrazione, lo sfruttamento del lavoro, l’ingiustizia sociale, il razzismo e la morte sul luogo di lavoro.

L’intera rappresentazione è stata recitata sotto forma di monologo del personaggio della madre.
Il modo di parlare è semplice e informale, con espressioni tipiche del ceto sociale delle protagoniste.
Vi sono flashback (analessi), anticipazioni (prolessi) e la rottura della quarta parete ossia quando l’attrice si è rivolta direttamente al pubblico.
Inizialmente il ritmo della narrazione è lento, per poi farsi veloce e incalzante nel momento centrale dell’intero spettacolo.

L’interpretazione della protagonista è stata eccellente, molto credibile, espressiva e completamente immedesimata nei vari personaggi.
Poiché questi ultimi avevano diverse caratteristiche, la comprensione non è risultata complicata, anzi la performance dell’attrice è stata molto realistica e apprezzata dagli studenti presenti in sala.
La scenografia era molto semplice, ma efficace, così come l’illuminazione e il suono, infatti non erano presenti effetti speciali.

Lo spettacolo è stato interessante e coinvolgente anche a livello emotivo. E’ perfettamente adatto a noi studenti, poiché affronta, infatti, una parte della storia dell’emigrazione e una realtà differente da quella in cui viviamo.

Livia Bruno

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