Pertanto

Luca Valerio

Luca Valerio, Pertanto

 

La ragione metrica nel suo darsi e rinnovarsi in schemi inusitati sembra essere il propellente della poesia di Luca Valerio. Una scrittura dinamica, inglobante, nell’urgenza, si direbbe, di organizzare nella regolarità di forme chiuse il proliferare caotico dello Zeitgeist postindustriale. Ma l’io lirico di Valerio si erge nella sua depotenziata ontologia agonica, resiste al doppio scacco di inanità e omologazione. Come mi disse tempo fa Gianni Priano: “La sua figura clownesca è un urlo. La sua voce possente un rantolo. Dentro ci sono Hiroshima, l'acqua del torrente che passa sul volto della bambina annegata… quintali di notti insonni”.

Anche in questa sua nuova raccolta, Pertanto, così contigua per nuclei tematici e scelte stilistiche alla precedente Calma, c’è una sezione particolarmente convincente, in cui prendono il sopravvento nell’immediatezza di una colloquialità più distesa la memoria e gli affetti famigliari.

(Francesco Macciò)

 

Luca Valerio, Pertanto, Zona, 2018

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