L'oscuro di ogni sostanza

Francesco Macciò

Francesco Macciò, L'oscuro di ogni sostanza

 

Si comunica, mediante i versi, costruendo un messaggio che si discosta da quello strettamente emotivo o rigorosamente referenziale, integrando in un particolare discorso, quello della poesia, dati dell’esperienza e strumentazione tecnica, da intendersi come accompagnamento e sostegno sintattico, metrico, retorico. È per questa via, ardua e spesso impervia a praticarsi ma necessaria per discostarsi dall’agevole cammino della superficialità, che la poesia afferma il suo riscontro di autonomia e il suo statuto di originalità: quei requisiti peculiari che consentono, in definitiva, di accedere all’essenza del reale, all’«oscuro di ogni sostanza», come indica il bel titolo del bel libro di poesie di Francesco Macciò. [...] Là dove l’iniziativa poetica si fa più personalizzata, con riscontri mutuati dall’esperienza e collocati nella oggettiva nominazione toponomastica, le categorie universali fanno sentire il loro più intenso respiro: a ribadire la persuasione che, comunque lo si declini e comunque lo si orienti (nel lampo memoriale, nella vigilanza del fenomenico, nella dinamica degli affetti, nella problematicità rinserrata entro l’«oscuro di ogni sostanza») è il materiale dell’esistenza, è il nutrimento dell’esperienza a porsi a fondamento della poesia e a legittimarne la necessità.
Dalla Prefazione di Luigi Surdich

Buona lettura.

 

Francesco Macciò, L'oscuro di ogni sostanza, Milano, La Vita Felice, 2017

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